A scuola di Wedding Planner

A scuola di Wedding Planner

L’anello di fidanzamento è soltanto il primo passo. Lunga è la strada che porta all’altare e irta di impegni e scelte: abito, partecipazioni, bomboniere, fiori, location, chiesa, bouquet, arredi floreali, sono solo alcune delle decisioni da prendere per preparare le proprie nozze da sogno. Ma pianificare, organizzare e gestire il giorno più bello è materia da professionisti e a questo pensa il wedding planner, prezioso consulente che si occupa di tutto ciò che serve prima, durante e appena dopo il “sì”.

Silvia Corpieri, titolare dell’agenzia Krisalide di Noceto, flower architect e curatrice del programma tv Sos Wedding in onda su TvParma, ha aperto una scuola per insegnare il mestiere, e spiega che «è un’opportunità di lavoro con domanda in costante crescita, perché il matrimonio sempre più è un evento in cui il fai da te è davvero troppo faticoso». Così Krisalide ha iniziato ad offrire weekend intensivi per un massimo di cinque persone oppure una formazione più lunga e personalizzata, «in cui insegno davvero tutto ciò che ho imparato, il galateo da seguire per non commettere ineleganze, le tecniche di decorazione, in un corso molto pratico per tenere sotto controllo l’evento dall’inizio alla fine».

Ma quanto costa un consulente? Non si tratta di un’esclusiva per pochi e anzi, continua Silvia, «il wedding planner aiuta ad ottimizzare i costi ed evitare spese superflue. Una volta stabilito il budget si decide che cosa fare e per una cerimonia indimenticabile non è affatto necessario spendere una fortuna». Decisa la cifra a disposizione, il matrimonio deve stupire. «Per questo una caratteristica determinante nella scelta del wedding planner è che, oltre a disporre di una fidata rete di fornitori, sappia creare dettagli unici. Io poi sono una perfezionista, sistemo personalmente le decorazioni per le tavole nuziali, creo architetture di fiori, boschi d’inverno o calligrafie come segnaposto, sposto petali e lanterne, faccio e rifaccio sino a che non vedo assoluta armonia di forme e colori».

Quanto tempo si deve dedicare alla definizione di tanti dettagli? «Servono alcuni incontri per conoscersi, per poter interpretare i desideri della coppia e farne emergere lo stile – continua – Certo, i futuri sposi hanno anche il lavoro e i ritmi frenetici quotidiani, quindi ad esempio li ospito se desiderano durante i weekend e cerco di alleggerire dalle preoccupazioni chi ha già molto a cui pensare, risolvendo problemi e non aggiungendo dubbi. Mi piace dire che loro devono pensare all’amore, per tutto il resto ci sono io. Ma meglio non darsi limiti: di recente ho ricevuto una sposa a dieci giorni dal matrimonio, doveva rifare tutto da capo. Ce l’abbiamo fatta, è stato un successo».

E dopo l’evento, quando gli ospiti se ne vanno, l’emozione non finisce. «Tra gli omaggi che dedico ai miei sposi – conclude – c’è un album che contiene tutti gli appunti dei nostri incontri, frasi, fotografie, impressioni, e che alla fine è un omaggio che ricorda il percorso fatto insieme. E poi un pensiero affettuoso è il video “Save the date”, un breve teaser da guardare e riguardare per ricordare un giorno così unico. Qualcuno dei miei clienti mi dice di aver pianto molto, ma, assicura, solo di felicità».

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